Muta Imago | vite
 
 
 
 
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Il gruppo Muta Imago nasce a Roma nel 2004 dall’incontro tra Riccardo Fazi, drammaturgo, Claudia Sorace, regista, Massimo Troncanetti, scenografo. Dal 2006 collabora con l’attore Glen Blackhall.
Partendo dalla provocazione della materia il gruppo riflette sulla possibilità di approfondire e dilatare i varchi spaziali e di senso rintracciabili nella realtà. Per far affiorare storie e momenti che permettano di ricostruire un’ unitarietà perduta, quella che si può trovare ancora nell’essere umano.
Comeacqua (2006/07), (a + b)3 (2007), Lev (2008), gli ultimi spettacoli prodotti, sono stati ospitati all’interno dei più importanti festival nazionali, tra cui RomaEuropa Festival, Napoli Teatro Festival Italia (produttore dello spettacolo Napoli. Primo passo nelle città di sotto), Santarcangelo International Festival of the Arts, Inteatro Festival, Bassano Opera Festival, Primavera dei Teatri, Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo e all’interno di festival internazionali come Premiéres Festival (Strasburgo), Festival Cyl (Salamanca), Bipod Festival (Beirut), Clipa Aduma Festival (Tel Aviv), Unidram Festival (Potsdam), Temps d’Images (Cluj-Napoca, Budapest), Teatro/Theater: Italienischer Theaterherbst (Berlino). L’ultimo spettacolo, Madeleine, ha debuttato a novembre al RomaEuropa Festival 2009 (anche co-produttore).

Nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio Speciale Ubu con la seguente motivazione:
“Gruppo guida con Santasangre, Teatro Sotterraneo, Babilonia Teatri, dell’attuale cambio generazionale che resuscita in qualche modo gli storici fasti della scuola romana, dimostrando una capacità di rinnovare la scena, mettendo alla prova la tenuta del linguaggio e facendo emergere gli aspetti più inquieti e imbarazzati del nostro stare nel mondo attraverso l’uso intelligente di nuovi codici visuali e linguistici.”
Sempre nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio della critica da parte dell’Assocazione Nazionale dei Critici di Teatro e il premio DE.MO./Movin’UP.
Nello stesso anno Claudia Sorace, regista della compagnia, ha vinto il Premio Cavalierato Giovanile della Provincia di Roma e il Premio Internazionale Valeria Moriconi come “Futuro della scena.”





La prima cosa che faccio, uscita dalla Paolo Grassi di Milano con un diploma di regia, è raggiungere i miei collaboratori di sempre: Riccardo Fazi, drammaturgo e Massimo Troncanetti, scenografo, che lavoravano insieme a Roma da un anno, producendo performance. Il gruppo si chiama Index Muta Imago (col tempo è caduta la Index ed è rimasto solo Muta Imago) siamo nel novembre del 2004.
Soprattutto quell'inverno cerchiamo di capire, di conoscere, di vedere il più possibile per poi parlare insieme di qualsiasi cosa per noi fosse importante; ma capita anche di chiuderci per un mese all’interno della Rampa Prenestina, dove nasce uno strano spettacolo, il primo, Grano. Ma la teoria è la prassi, anche perché la pratica è impegnata soprattutto a Torino: dirigo Laura Curino nel suo monologo Una stanza tutta per me, prodotto dal Teatro Stabile. Subito dopo Gabriele Vacis mi coinvolge come assistente alla regia per il suo progetto su Romeo e Giulietta, che ci avrebbe portato a debuttare con R&J – Links nell’autunno seguente. E’ qui che incontro di nuovo i miei compagni della Civica, Glen Blackhall e Simona Frattini, attori che presto avrei incontrato di nuovo.
Con RiccardoFazi siamo sempre in contatto, anche quando lui gira per il mondo, e segue Caden Manson e il suo Big Art Group a New York. Si è appena laureato con una tesi sul teatro americano contemporaneo e coglie l’occasione per lavorare come assistente alla regia per House of no more. Continua la collaborazione anche nell’autunno e nell’inverno del 2006, quando a Berlino e a New York è sempre assistente alla regia per l’ultimo lavoro: Dead Set 3. Nel frattempo, in Italia, assiste Cesare Ronconi per la seconda tappa di Paesaggio con fratello rotto nel marzo 2005 e scrive di teatro insieme a Valentina Valentini, docente di Storia del Teatro all’Università di Roma e Cosenza e critica teatrale. Con lui ci incontriamo a Berlino, alle sessioni del master in regia del Gjtis Institut, dirette da Jurij Alschitz.
Massimo Troncanetti non si ferma un istante neanche lui, mentre collabora con Mariana Ferratto alla realizzazione di opere video che girano per l’Italia e diventa assistente dell’artista visivo Alfredo Pirri.
Il lavoro insieme non si svolge in maniera convenzionale, ma eterogenea, curiosa e vivace. Ognuno racconta il suo, e appena si può si lavora per verificare quello che si è pensato mentre si vedeva altri agire. Fino a gennaio 2006, quando, trovato uno spazio fisso per le prove, si inizia a lavorare davvero, con regolarità, ogni giorno. Nasce il primo spettacolo su cui puntare davvero: Hong Kong al quarantesimo chilometro. Fa freddo, è ancora inverno, malgrado le prove finiscano a marzo. Per fortuna presto arriveranno la primavera di comeacqua, e l’estate di (a + b)3.

Claudia Sorace, ottobre 2006