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Displace / Teatroteatro.it

La genialità di Muta Imago sta nella capacità di creare un ritmo che non solo sa trovare e preparare i vertici di energia scenica, ma che anche nelle fasi ripetitive sa essere tellurico, muoversi per piccoli picchi, nati attimo per attimo dallo scontro fra linearità parallela ed attraversamento. [...]

Tra palco e platea non c’è simbiosi e rapporto biunivoco, non si cerca mai il contatto, se non quando le quattro performers rivolgono al pubblico il loro sguardo torvo. Uno degli elementi più interessanti di questa drammaturgia, in effetti, è proprio la capacità di produrre squarci di fortissima emotività, senza però sdoganare il lirismo né allontanarsi mai da una sorta di freddo, disilluso distacco. Lo spirito tragico risorge dalle ceneri e si fa corpo muto: ecco cos’è, in fondo, Muta Imago.

Michele Ortore – Teatroteatro.it

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